La psiche è l'insieme dei nostri ricordi, emozioni, pensieri, desideri e aspettative. Mi piace raccontarla per immagini, disegni e narrazioni che evocano immagini...
Si può reinventarsi una vita, dopo essere cresciuti sperduti nel nulla, senza essere mai andati a scuola e con un padre con la continua ossessione per una catastrofe imminente?
Gea, con le catastrofi ha convissuto tutta la sua infanzia. Suo padre ne era ossessionato: bisognava essere pronti a qualsiasi cosa terribile potesse succedere. Un’infanzia in mezzo al nulla, senza scuola e senza amici.
Appena ha potuto se ne è scappata a Milano.
Gea ha 27 anni, vive a Milano, in un condominio vicino ai Navigli e fa la tuttofare.
“Mi piace aggiustare” dice del suo lavoro.
“Di lavori è pieno il mondo. Io faccio la tuttofare nel nostro palazzo. La gente spesso non si fida. Non è considerato un mestiere da donne. Chi scopre quante cose so aggiustare, montare, smontare, pulire, riadattare, in genere mi richiama.”
Laia Perearnau ne La pasadora, ci racconta la storia di Sol che aiutava i fuggitivi della seconda guerra mondiale ad attraversare i Pirenei.
Sol non ancora ventenne, ha visto qualcosa che non doveva vedere, è in pericolo, se ne deve andare, e trova rifugio con un gruppo di contrabbandieri di Andorra.
Conosce bene le montagne.
“Procedeva di buon passo, malgrado la neve fosse sempre più abbondante. Camminare la metteva di buon umore. Il freddo era temprante, le schiariva le idee dissolvendo i brutti pensieri come nebbia a mezzogiorno. Fin da quando era piccola le avevano insegnato a distinguere le varie tipologie di neve in modo da poter camminare più agevolmente.”
Franco Faggiani ne “Il guardiano della collina dei ciliegi” ci racconta di Shizu Kanakuri, il maratoneta che alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 non terminò la sua gara e lasciò perdere le sue tracce per la vergogna.
L’imperatore gli aveva affidato il compito di rappresentare il Giappone alle Olimpiadi, ed il fatto di non essere arrivato al traguardo, senza nemmeno sapere il perché, rappresentò per lui un vero e proprio tradimento.
Qual è la pena per aver disonorato il proprio paese?
Quanto bisogna pagare per riparare la vergogna?
Giuliana Salvi ci racconta la storia di Clementina, una donna rimasta vedova troppo presto, con tre figli piccoli da crescere. Aveva promesso al marito che li avrebbe fatti studiare e, per mantenere la promessa, era ritornata a Lecce dalle sorelle Maria ed Anna.
“Quando il treno aveva fischiato alla stazione di Roma, aveva stretto con forza il piccolo Francesco a sé. Il bimbo, avvolto in uno scialle nero, dormiva ignaro, mentre Filippo si fissava le scarpe ed Emira giocava a disegnare col fiato e le dita sul vetro appannato e sporco della carrozza.”
Era il 1916, c’era la guerra e pochi soldi.
“La sorella Maria si lasciò cadere sul divano e si guardò le unghie sporche di farina; la cucina era la sua passione e la sua condanna, sapeva sempre quando il cibo stava finendo e quando era costretta ad aggiungere ingredienti avariati in tavola.”
Nel romanzo La sorella dimenticata, Janice Hadlow racconta la storia di Mary, una donna nata nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
In un’epoca in cui alle figlie si chiedeva poco più che contrarre un buon matrimonio, Mary cresceva sentendosi fuori posto.
Cosa accade quando si è costretti a lasciare tutto ciò che si conosce?
In Oltre l’orizzonte, Laurens Van Der Post racconta la fuga di un ragazzo attraverso un’Africa selvaggia e misteriosa. Un viaggio che diventa scoperta, crescita e incontro con una saggezza che il mondo moderno sembra aver dimenticato.
Francois ha tredici anni quando la sua vita cambia improvvisamente. Dopo l’attacco alla fattoria in cui vive, è costretto a fuggire insieme a Nonnie, sua amica. Ad accompagnarli nel viaggio ci sono Xhabbo e Nuin-Tara, due boscimani che conoscono il deserto e i suoi segreti.
Quella che inizia come una fuga diventa presto un cammino attraverso terre sconosciute e una profonda esperienza di crescita.
Laurens Van Der Post in “Una storia come il vento” ci racconta di Francois Joubert, un ragazzo di 13 anni che vive in Sud Africa, in una grande fattoria al confine con la Namibia.
Francois è figlio di Ouwe e Lammie, francesi, che hanno fondato la fattoria insieme a Bamuthi ed alla sua gente matabele.
“Il padre di Francois era stato ispettore capo dell’istruzione africana di quel vasto territorio, prima di dedicarsi così inaspettatamente all’agricoltura. La sua fama di uomo di grande saggezza e cultura si era diffusa in modo tale attraverso il territorio da giungere fino alla remota frontiera sulla quale aveva ritagliato dalla boscaglia vergine Hunter’s Drift.”
È una storia di radici, di saggezza, del saper dare e del saper ricevere.
Fioly Bocca in “Ovunque tu sarai” ci racconta di Anita. Una ragazza che si è trasferita a Torino per studiare e che poi ha deciso di fermarsi a vivere lì. Anche se la nostalgia per le sue montagne la fa spesso tornare in Trentino a trovare i suoi.
Una storia di cambiamento: un amore sfilacciato dal tempo che non riesce ad esserci nei momenti più importanti.
Tancredi lo conosce dai tempi dell’università. “Tancredi mi ha sussurrato: “Ogni volta che vuoi dimenticare i rumori del mondo, questa stanza è aperta per te”. Tancredi significa ottimo
Vanessa Diffenbaugh ne ‘Il linguaggio segreto dei fiori’ ci racconta la storia di Victoria, una bambina fragile e ribelle come possono esserlo quei bambini che sono stati rifiutati dalla vita e non hanno ancora trovato un loro posto.
Meredith è la persona che da sempre la segue come assistente sociale.
‘Non era sempre stato così tra me e Meredith. Da bambina mi ero imbevuta del suo ottimismo ciarliero, l’avevo ascoltata seduta sul bordo del letto mentre mi spazzolava e intrecciava
Sonya Hartnett in “Ragazzi d’oro” ci racconta di alcuni ragazzi in un quartiere di periferia.
"Freya Kiley, dodici anni, ha cominciato a vedere cose che non aveva mai visto prima. Fino a poco tempo fa ha vissuto come ogni bambino deve fare: una creatura lasciata cadere su un pianeta sconosciuto, costretta ad accettare che queste sono le regole del mondo."
"Come un bambino, pensa in modo fluttuante, come trovarsi in acque turbolente ma poco profonde, schiaffeggiata, inzuppata, spinta di qua e di là. Anche se fa un po’ paura la spiaggia è sempre in vista. Sotto i piedi senti sempre la sabbia."
Paolo Maluguti in “Fumana” ci racconta di una bambina cresciuta con il nonno, pescatore nelle valli del Rodigino, lì dove terra e acqua si mescolano.
Fumana ha una vita strana: la mamma è morta di parto quando lei è nata, e suo padre è sparito quello stesso giorno. Così fu affidata al nonno che l’ha cresciuta alla sua maniera.
Il nonno è un uomo burbero, di poche parole, con una saggezza antica che l’ha sempre protetto dai guai.
Franco Faggiani ne "Il maestro itinerante" ci racconta della Repubblica degli Escartons. Una confederazione di 51 comuni di alta quota nelle montagne franco-piemontesi, durata dal 1343 al 1713.
"La Repubblica degli Escartons aveva comunque dato prosperità per 370 anni alle genti di quelle montagne franco-piemontesi, evidenziando quello che è stato poi definito 'il paradosso alpino', in cui si sottolinea una maggiore vivacità operativa, commerciale, economica e anche culturale delle genti di alta montagna rispetto a quelle della pianura, grandi città comprese."
Fioly Bocca in “Quando la montagna era nostra” ci racconta di Lena che sta tornando al paese per restare. Sua madre è ammalata e lei ha deciso di ritornare.
Lena è una donna tenace, coraggiosa, pratica, ma insieme fragile e ferita. La vita che aveva sognato è svanita: lei ha aspettato, tutto il tempo che ha potuto, ma Corrado non è tornato, e non sa nemmeno perché. Sono passati vent’anni, ormai è andata come è andata, ma la ferita sanguina ancora, anche se Lena fa finta di niente.
Elena Magnani in "Mare avvelenato" ci racconta di Tommaso Mazzeo, spirito tintu. Così si diceva di lui. La levatrice lo aveva maledetto: "tutto quello che toccherai marcirà e morirà".
E questa maledizione lo accompagnava in tutte le sue scelte, anche con Petra: "Credevo che tenendoti lontana da me ti avrei salvata."
Siamo a Messina, nel 1908. Tommaso lavora ai magazzini del porto, si arrangia come può, vende anche il latte di capra in città.
Concita De Gregorio in "Mi sa che fuori è primavera" ci racconta di Irina Lucidi: una storia nota e terribile.
“Vorrei che mi aiutassi, se puoi, a prendere le parole metterle in fila ricomporre tutti i pezzi che sento frantumati e dispersi in ogni angolo del mio corpo. Vorrei ricostruire i frammenti come si ripara un oggetto rotto, prenderlo in mano e portarlo fuori da me. Pensi che si possa farlo, scrivendo?”
E' una storia terribile, ma anche una storia di rinascita. Vivere accanto al dolore si può.
"Dove abiti Irina? In Spagna, adesso.
Alberto Pellai e Barbara Tamborini in "Esci da quella stanza" ci spiegano i rischi della vita digitale dei nostri ragazzi.
Il paese dei balocchi
Più vinco e più ho bisogno di vincere
Più gioco e più vorrei entrare nel videogioco.
Lo studio è una noia infinita... Vuoi mettere cos'è vincere a un videogioco?
Lo studio è fatica, noia, io ho bisogno di brividi... ho bisogno del paese dei balocchi
Perché aspettare, io voglio tutto adesso.
Viola Ardone ci racconta la storia dell’incontro tra Elba e Fausto Meraviglia.
Fausto Meraviglia è un giovane psichiatra che arriva al Fascione, il manicomio, poco dopo l’approvazione della legge Basaglia.
“Il mio imprevisto è stata lei. Quando arrivai al Fascione era già lì, da sempre. Una biondina esile con gli occhi grigi.
Elba era nata al Fascione, una piccola cosa destinata a rimanere lì, attaccata al suo destino.
Elba era sana, sanissima. Per quanto possa esserlo un umano, insomma.”
Lorenzo Marone in ‘Tutto sarà perfetto’ ci racconta del ritornare. Ritornare alla casa dell’infanzia nell’isola di Procida dopo vent’anni di lontananza per sfuggire al dolore.
Dolore per una madre morta troppo presto e per un padre, comandante di navi, che era sempre lontano e quando c’era, era sempre un comandante.
Andrea Scotto, fotografo quarantenne single, non si è mai preso sul serio ed ha fatto della leggerezza la sua difesa.
Cosa può fare un padre di fronte alla fragilità di un figlio anoressico?
"Siamo Ulisse e Telemaco all'incontrario, il padre che attende il ritorno del figlio squassato dai flutti più pericolosi, quelli delle aspettative disattese, dei sensi di colpa che piegano la schiena, del non sentirti all’altezza del mondo, del non sentirmi all'altezza di te."
Un padre ingegnere che cerca di applicare le sue conoscenze alle crepe della psiche del figlio, e ne esce disorientato.
Marta Aidala in “La strangera” ci racconta di Beatrice, una studentessa di Torino che decide di andare a vivere in montagna. Sta cercando un posto dove sentirsi a casa: la città e lo studio non le appartengono più.
Cos’è che spinge Beatrice a lasciare tutto per andare a lavorare in un rifugio in montagna?
“Ero sempre stata una ragazza schiva, che riusciva ad approfondire poco i rapporti. Pronta ad ascoltare, non a rivelare. Ogni confidenza mi sembrava inopportuna, e i problemi avevo imparato a risolverli per i fatti miei.”
Franco Faggiani in “Basta un filo di vento” ci racconta la storia della Conventina, un’azienda di più di 1000 ettari sulle colline dell’Oltrepò pavese.
Gregorio Baiocchi è il proprietario, Massino, il figlio del fattore, è il suo migliore amico, e poi c’è Cora, nata lì e tornata, dopo essere stata a lungo lontana.
Gregorio, ormai adulto, racconta della sua infanzia.
“L’affetto dei miei genitori e le loro attenzioni mi arrivavano soprattutto da interposte persone: tate rispettose, contadini ossequianti, cameriere gentili, maestri di scuole private assai ben pagati, dunque gentili anch’essi.
Melissa Da Costa ci racconta la storia di Amande, di come la sua vita è andata in pezzi, del tempo necessario per stare nel dolore e di come ha ritrovato la strada per tornare alla vita.
Una narrazione delicata, un prendersi cura di sé.
Dopo la morte improvvisa del marito e della bambina che portava in grembo, il tempo si è fermato, nulla potrà mai essere come prima.
“Uscita dall’ospedale, tutto ciò che desideravo era fuggire dall’estate, dal sole cocente e dalla folla festante sulle rive del Rodano. Avrei preferito che fossero morti d’inverno, in una sera di pioggia torrenziale, sotto un cielo grigiastro. Non con un sottofondo di orchestre, petardi e risate, non in quel primo giorno d’estate.”
Franco Faggiani in "La manutenzione dei sensi" ci racconta di un cambiamento dove si comincia a togliere.
Non più cose da aggiungere, piuttosto si comincia a togliere: rumori, impegni, corse frenetiche.
E si scopre che questa nuova vita più lenta, più semplice, più silenziosa … è bella.
Ci mette in contatto con qualcosa di più autentico, qualcosa che pensavamo di aver perduto: una passeggiata nei boschi, il profumo di una pentola che borbotta in cucina, un fiore che fa capolino in giardino, una chiacchierata con un amico.
Franco Faggiani ci racconta la storia di Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne e Martino Rochard, ragazzino taciturno, preso in affido per qualche settimana, ‘una cosa temporanea’, così aveva detto Nina, la giovane figlia partita per l’America.
Charlie Mackesy in "Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo" ci racconta e disegna un mondo gentile, ricco di amicizia e comprensione.
È la storia di un bambino curioso che si avventura nel mondo ed incontra una talpa, una volpe ed un cavallo.
Il bambino, come tutti i bambini, fa tante domande e rimane stupito della delicatezza dei suoi nuovi amici.
E scopre così che l'amicizia è una cosa importante, come anche essere gentili con sé stessi.
Mark Lowery in ‘L’oceano quando non ci sei’ ci racconta di Martin che un sabato mattina esce all’alba in gran segreto insieme a suo fratello più piccolo, Charlie.
Vuole tornare in quel piccolo paesino della Cornovaglia dove sono stati l’estate scorsa. Una vacanza eccezionale, la più bella della loro vita, dove ogni giorno con l’alta marea, riuscivano a vedere un delfino. Naturalmente sono in incognito, perché i loro genitori sicuramente non sarebbero stati d’accordo.
Ho letto questo libro per caso, senza aspettarmi nulla e invece … mi ha toccato l’anima.
Yui ha trent’anni ed ha vissuto la tragedia dello tsunami dell’11 marzo 2011. Quel giorno ha perso il suo paese, inghiottito dallo tsunami. Quel giorno ha perso sua madre, sua figlia e la gioia di essere al mondo. Superstite di quell’immenso disastro, naufraga nel dolore del suo lutto.
“Per rimarginare la vita serve coraggio, fortuna e un luogo comune in cui dipanare il racconto prudente di sé.”
Quali sono le coppie sane?
L'individuazione nella coppia
Paola Palmiotto
video dell'evento online
Temenos Centro Culturale Junghiano
promosso da Temenos Mantova Alda Saccani
… ogni tanto fermati ad ascoltare quello che c'è dentro di te ...
Chi sono? Cosa voglio? Ecco alcune risposte ...
Spesso mi chiedono, ma come funziona? Che cos'è una psicoterapia? Non c'è una sola risposta, ogni paziente è una storia diversa. A me piace pensarla come un viaggio alla ricerca delle risorse che ognuno ha dentro di sé.
Abstract
Una riflessione sulla teoria dei complessi a tonalità affettiva di C.G. Jung e le ultime ricerche di neuroscienze basate sulle tecniche di neuroimaging con stimolazione audio-visiva del soggetto. In particolare la funzione del cervello limbico di prendere il comando in situazioni di stress e provocare una risposta automatica di tipo attacco, fuga o congelamento.
Questa è la traduzione italiana di un mio articolo pubblicato su e-jungian.com .
Un complesso è “un insieme di rappresentazioni, pensieri, ricordi, in parte o del tutto inconsci, dotati di una forte carica affettiva” (Galimberti, 1992), che limita la libertà dell'Io. Una specie di buco nero che assorbe energie. Il film Departures
L'Ombra per Jung è il nostro inconscio. Ecco una storia su come avvicinarsi all'Ombra.
Il film Io non ho paura di Gabriele Salvatores, tratto dal libro omonimo di Nicolò Ammaniti, ci dà delle bellissime immagini su cosa significhi avvicinarsi all'ombra.
Giovane: "Andavo su internet, giocavo ai videogames, andavo sulla console, passavo da uno schermo all'altro"
Intervistatore: "E non staccavi mai?"
(da TV7 Ossessione Web - RAI 1 - 2011)
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